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  <title>Preferiti di omoios per i tag movimento</title>
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   <title>Post- gay, dal  gay is beautiful  al  gay is normal : Klaus Wowereit lancia l'allarme</title>
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«È tutto cambiato. Sta scomparendo la memoria storica delle nostre lotte per la libertà (non solo) sessuale. Erano lotte per la diversità, senza le quali io non starei seduto dove sono»: Klaus Wowereit , primo cittadino di quella Berlino da molti considerata capitale gay d'Europa, lancia l'allarme. Lui, il sindaco gay divenuto il simbolo dell'affermazione della comunità lgbt nella maggioranza delle democrazie occidentali, vede nero sull'avvenire del movimento rainbow.   </description>
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   <title>Comunità  gay e fund raising: tanti modelli da esplorare. Se ne parla a Bologna</title>
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Nell'estate del 2009 una sinagoga di Manhattan frequentata da molti omosessuali - la Congregazione  Beth Simchat Torah - fu presa di mira da un gruppo di cristiani &quot;ultra&quot; evangelici del Kansas che, di domenica, organizzarono una manifestazione di protesta lì davanti con cartelli dalle scritte tipo &quot;Dio odia i froci&quot;. La comunità semita  riuscì a sapere in anticipo del presidio e anziché predisporre un'azione legale mise in piedi in pochi giorni una campagna di fund raising: invitò i sostenitori a versare un dollaro ogni sei minuti per tutta la durata della manifestazione. Alla fine 51 minuti di insulti fruttarono ai fedeli della sinagoga oltre diecimila dollari di donazioni   </description>
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   <title>Francesco Zanardi, dal digiuno alle nozze. La parabola amara di una storia già  vista</title>
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Alla fine si sono sposati: Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi ieri a Savona hanno celebrato il loro matrimonio &quot;mediatico&quot;. Marito e marito, «ufficialmente» dice Zanardi, in virtù del fatto che le firme siano apposte in calce ai documenti in mare aperto . Francamente non mi intendo di matrimoni &quot;al largo&quot;, non so dirvi se a sposarsi a chilometri dalle coste, o di altitudine, o sottoterra, cambi qualcosa. E se sì, cosa esattamente. Ma, a prescindere dall'epilogo di questa storia, sento l'esisgenza di mettere in fila tutte le tappe e di raccontarvi dall'inizio e di nuovo la più infruttuosa delle battaglie, la meno comunitaria, la più autolesionista.   </description>
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   <title>Gay Pride ai piedi del Vesuvio: sarà  Napoli la città  simbolo dei diritti nel 2010</title>
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Da un golfo all'altro, dalle ripide scogliere della Liguria alla maestosa ombra del silente Vesuvio: dopo Genova, nel 2010 sarà Napoli ad ospitare il Gay Pride nazionale. La decisione è l'esito di un incontro tenutosi durante lo scorso weekend a Roma e che ha coinvolto i rappresentanti di tutte le associazioni lgbt italiane. L'appuntamento partenopeo del 2010 farà da apripista al grande evento del 2011: l'Europride a Roma.   </description>
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   <title>L'adolescenza gay del leader basco raccontata in un libro</title>
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Íñigo Lamarca è un militante: un'icona del popolo basco, in primo luogo, ma anche un leader del movimento lgbt spagnolo. A coniugare queste due dimensioni di impegno politico, naturalmente, il suo coming out. Che Lamarca racconta nel suo &quot;Diario di un adolescente gay&quot;, il libro autobiografico attraverso il quale ripercorre il suo cammino identitario e politico. La radio nazionale spagnola lo ha intervistato e qui trovate l'audio di quella trasmissione.   </description>
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   <title>Genitori un'altra volta dopo il coming out del figlio gayAgedo, Bologna, coming out, figli gay, Flavia Madaschi, Genitori, movimento</title>
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   <title>I gay si impiccano sotto la finestra del Papa</title>
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