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  <title>Preferiti di rugby1823 per i tag doping</title>
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   <title>Rugby&amp;Salute - L'ex Springbok van der Westhuizen colpito dalla Sla</title>
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E' stato capitano del Sud Africa e nella sua carriera ha ottenuto 89 caps e vinto la Coppa del Mondo 1995. Oggi, però, Joost van der Westhuizen, 40 anni, ha davanti a sé una battaglia ben più difficile. Al giocatore, infatti, è stata diagnosticata la malattia dei motoneuroni, tristemente famosa come la Sla. E non è il primo caso nel rugby sudafricano.   </description>
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   <title>Rugby&amp;Scandali - Continua l'estate nera della palla ovale</title>
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L'immagine del rugby, sport pulito e dai sani principi, sta subendo questa estate numerosi colpi durissimi. Gli scandali, più o meno grandi, colpiscono un po' tutti, dall'Inghilterra al Sud Africa, lasciando un gusto amaro in bocca agli appassionati. Le notizie delle ultime ore, tra tifosi violenti, appelli e contrappelli, non sembrano migliorare la situazione di uno sport che deve ritrovare il filo perso.   </description>
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   <title>Rugby&amp;Doping - L'Inghilterra dichiara guerra alla droga</title>
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E' uno di quegli argomenti scottanti su cui appassionati ed esperti si dividono quotidianamente. Le droghe cosiddette ricreative devono venir considerate doping o no, e, soprattutto, vanno combattute alla stregua delle sostanze dopanti? Chi considera marijuana, cocaina e altre droghe non dopanti, perché non migliorano le prestazioni sportive, ritiene che non debbano venir contemplate nei test antidoping, chi, invece, considera le sostanze illegali identiche a quelle dopanti vuole pene più severe e controlli più rigidi. Rugby 1823 è fautore della seconda ipotesi e, da quel che sembra, anche la Rfu la pensa come noi.   </description>
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   <title>Rugby&amp;Doping - Controlli a sorpresa per la Nazionale francese</title>
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Eravamo abituati a vedere queste scene in altri sport, con atleti tirati giù dal letto a ore folli e sottoposti a test antidoping a sorpresa. Ed eravamo abituati a vedere queste scene soprattutto in Francia, durante il Tour. Invece, questa volta, gli ispettori antidoping erano quelli dell'Irb e si sono presentati in Nuova Zelanda, nel ritiro della nazionale francese di rugby. Un controllo a sorpresa su cinque giocatori. Un cambio di direzione nella politica lassista dell'International Rugby Board? Speriamo.   </description>
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   <title>Rugby&amp;Doping - Al 6 Nazioni l'etica non conta, servono solo i numeri! VERGOGNA!</title>
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A meno di una settimana dall'inizio del 6 Nazioni 2009 una notizia che dà fastidio arriva dagli headquarters del massimo Torneo continentale. In contrasto con le belle parole dette un anno fa, infatti, il Board ha deciso di non effettuare test ematici sugli atleti che parteciperanno a questa edizione, limitandosi a quelli delle urine. Insomma, un messaggio totalmente negativo e diseducativo da parte di uno sport che fa dei valori e dell'etica una delle sue armi migliori. Una decisione ridicola e vergognosa, utile solo ai parrucconi dell'Irb a riempirsi la bocca di dati falsi e incompleti.   </description>
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   <title>I'm doping free - Marcello Cuttitta: Drogandoti imbrogli solo te stesso</title>
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E' stato uno dei più grandi giocatori che abbia calcato i campi di rugby italiani, è stata probabilmente la più grande ala della storia azzurra e, oggi, è un allenatore affamato di vittorie. Ma, prima di tutto, Marcello Cuttitta è un uomo che ama lo sport. Proprio per questo sono felice che sia stato lui il primo a raccogliere l'invito lanciato da Rugby 1823  e ad aderire all'iniziativa &quot;I'm doping free&quot;. Ecco il perché, spiegato direttamente da lui.   </description>
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   <title>Rugby&amp;Doping - Positivo il pilone inglese Stevens: addio 6 nazioni</title>
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Matt Stevens, 26 anni, è stato trovato positivo dopo un controllo antidoping a dicembre, successivo al match tra il Bath, squadra dove gioca pilone, e Glasgow in Heineken Cup. Anche se non ha detto chiaramente la sostanza, Stevens ha ammesso il consumo di cocaina e ha confermato quindi che il risultato del test è attendibile. Subito sospeso dal suo club, Stevens è stato anche estromesso dalla lista dei giocatori chiamati da Martin Johnson per vestire la maglia inglese nel prossimo 6 Nazioni.   </description>
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   <title>I'm doping free - La stampa si interessa alla proposta e anche dal mondo ovale arrivano le prime risposte!</title>
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Settimana scorsa Rugby 1823 aveva lanciato la proposta &quot;I'm doping free&quot;, chiedendo alle società italiane e ai giocatori di dare un segnale forte contro la piaga del doping. Ebbene, anche se a oggi non c'è ancora nessuno che scenderà in campo con il tattoo &quot;I'm doping free&quot; la proposta di Rugby 1823 sembra aver fatto centro. Sulla stampa nazionale, sui blog legati a importanti quotidiani, in alcuni club e tra i giocatori azzurri qualcosa si sta muovendo. Continuate a leggere per sapere cosa è successo in questi giorni!   </description>
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   <title>I'M DOPING FREE : L'unico sostegno di cui un rugbista ha bisogno è quello dei compagni!</title>
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E' il rovescio della medaglia. Se il rugby affascina chi vi si avvicina fin da subito per quell'aura di lealtà, di sportività, di fango e orgoglio, dall'altro fin da subito nasce nel neofita un dubbio. Ma quei fisici, quegli energumeni velocissimi o quei mingherlini che si schiantano contro i piloni, possono essere frutto solo della natura? Non c'entra il doping? Ecco, il doping è l'ombra che accompagna, volente o nolente, la palla ovale. A questa ombra il rugby italiano dovrebbe rispondere all'unisono, forte e sicuro di sé. No, I'm doping free! 
Allora, se lealtà e sportività sono i veri valori che accompagnano la palla ovale, allora rugbisti e club abbiano il coraggio di tatuarselo addosso. Rugby 1823 e I'm doping free lanciano la sfida, vediamo se nel 2009 il mondo ovale saprà raccogliere la sfida.   </description>
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   <title>Rugby&amp;Doping - Assolto MacLeod, sbronzo ma non drogato!</title>
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Era stato beccato per la seconda volta in meno di un anno un mese fa con i valori del testosterone alle stelle. La prima volta si era salvato con una scusa legata ai medicinali asmatici che usava (toh, l'ennesimo sportivo asmatico!), questa volta la scusa è... la sbronza presa la sera prima del controllo! Parlo di Scott MacLeod, seconda linea della Scozia e degli Scarlets. Per fortuna che almeno la Wada vuole andare a fondo alla questione.   </description>
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   <title>Sport&amp;Salute - Di rugby si può morire?</title>
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   <title>Impressioni di Settembre - Basta all'ipocrisia, legalizziamo finalmente il doping!!!</title>
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   <title>Il farmacista dello sport. Chi è Rocco Crimi, sottosegretario allo Sport</title>
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   <title>Pro D2, scandali d'Oltralpe. Tra doping e risse il rugby francese diventa rosso... di vergogna</title>
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