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  <title>Preferiti per i tag minoli</title>
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   <title>Agrodolce, in bilico tra Rai e Regione Sicilia. Il cast: &quot;mossa politica?! Nessuno può dirlo...&quot; (I parte - conferenza stampa)</title>
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Palermo. In realtà si potrebbe esclamare: Agroamaro? A rischio il posto di lavoro di oltre 600 famiglie che lavorano nel set di Agrodolce, docu-fiction ambientata in Sicilia, fortemente voluta da Gianni Minoli che ha così dato il via a quella macchina cinematografica che molti, in questa terra, avevano da sempre desiderato. Amata, odiata, contestata... su Agrodolce molti si sono espressi, spesso in disaccordo, ma a parlare sono i numeri dello share, l'8%, circa 2 milioni di spettatori ogni sera, in una fascia oraria a cavallo tra i due telegiornali serali principali. Il flop, dunque, non può essere chiamato in causa a giustificare la spada di Damocle che pende sulla testa delle oltre 3 mila persone che lavorano alla produzione di questa soap. Dunque, c'è da chiedersi quali siano le vere ragioni di questo tira e molla tra la Rai e la Regione Sicilia. La Rai ha salvato Agrodolce dalla sospensione, interrompendo altre fiction, ha già pronta la sua parte di finanziamento (l'accordo al 50% con il governo siciliano) ma manca la firma della nostra regione o, come ha chiesto a gran voce il cast in conferenza stampa:  un accordo quanto meno formale, anche se il pagamento avverrà dopo . Molti silenzi, molte frasi interrotte, ma il dubbio, durante la conferenza stampa, si era insinuato nelle parole claudicanti dello staff e degli astanti, prendendo timidamente parola:  questo ritardo, questo tira e molla, è una mossa politica in previsione delle prossime elezioni? Nessuno può dirlo! , questo è certo, come il fatto che i tempi sono ormai strettissimi. Se entro una settimana non si riapriranno i battenti andranno perdute le puntate di settembre, e forse non solo quelle... Servizio di Rossella Puccio Riprese Antonio Macaluso   </description>
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